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Gli effetti di alimenti e bevande sull’aspetto dei denti

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Secondo un vecchio detto “siamo quello che mangiamo” e questo vale anche per la salute dentale. Denti sporchi, ingialliti e macchiati inibiscono il sorriso e provocano anche un certo imbarazzo, determinando problemi addirittura nella sfera sociale delle persone. Bisogna quindi chiedersi quali sono gli alimenti che rovinano i denti, soprattutto in previsione delle feste natalizie, ormai alle porte, caratterizzate da grandi abbuffate e pranzi luculliani.

Quali sono gli effetti di alimenti e bevande sull’aspetto e sulla salute dei denti?

Partiamo dal presupposto che tutti i cibi e gli alimenti, se colorati, possono macchiare i denti. I frutti rossi e le marmellate ad esempio, anche se non provocano vere e proprie macchie, riducono notevolmente la brillantezza della dentatura che rischia di assumere un colore tendente al grigio. Stesso discorso si può fare per determinati vegetali, come carciofi, carote e pomodori che, pur non provocando macchie ai denti, tendono a colorare la placca di arancione favorendo il fenomeno dell’ingiallimento dei denti.

“Sotto accusa” anche molte bevande, soprattutto quelle gassate e i succhi di frutta che tendono a provocare macchie colorate sui denti e soprattutto favoriscono l’erosione e la comparsa di carie. L’erosione è causata principalmente dagli acidi delle bevande gassate che compromettono lo smalto dei denti, cioè lo strato protettivo più esterno.

Occhio anche al caffè, che contiene i tannini i cui composti si attaccano ai denti lasciando una fastidiosa tonalità gialla. Il caffè può anche favorire la crescita dei batteri nel cavo orale, cosa che può determinare l’erosione dello smalto e dei denti.

Particolare attenzione meritano anche gli alcolici. Non è l’alcol di per sé che macchia i denti, anche se a lungo andare può provocare la secchezza delle mucose, ma gli zuccheri e gli acidi contenuti. La birra ad esempio è piuttosto acida e può corrodere lo smalto dentale. Anche il vino è acido e, oltre a danneggiare lo smalto, con i suoi pigmenti può macchiare in modo evidente i denti.

Lo sbiancamento dentale

Per evitare che i denti ingialliscano o si macchino irrimediabilmente, è opportuno prendere un appuntamento dal dentista per un controllo e, se necessario, sottoporsi ad un trattamento di sbiancamento dei denti. Questo trattamento ridona ai denti il loro originario colore bianco e inoltre li rende ancora più splendenti per un sorriso smagliante e brillante.

Lo sbiancamento dei denti può essere effettuato sia su denti vitali sia su denti devitali, cioè che hanno perso di vitalità. In questo secondo caso le procedure sono leggermente più complesse e più lunghe. La durata del trattamento dipende dalle abitudini alimentari e di igiene orale del paziente, ma in linea di massima varia tra i 6 e i 24 mesi. Questo significa che, seguendo precise regole di igiene orale e mangiando con una certa moderazione e limitando l’assunzione di cibi e alimenti particolarmente dannosi per i denti, dopo il trattamento è possibile godere di una dentatura brillante fino a 2 anni.

Ci sono delle controindicazioni dello sbiancamento dentale? Poche e decisamente gestibili. Alcune persone possono essere soggette a ipersensibilità dentinale e avvertire quindi un certo fastidio durante il trattamento. Irritazione delle gengive e dei tessuti molli possono essere alcune delle controindicazioni più fastidiose. In tal caso è importante che il paziente informi di questa sua particolare condizione il dentista, che può adottare delle contromisure efficaci come l’utilizzo di materiali protettivi sulle mucose. In ogni caso il disturbo è lieve e di breve durata.

Ci sono pratiche dentistiche alternative?

Una valida alternativa allo sbiancamento è lo smacchiamento dei denti, due trattamenti che puntano a migliorare l’estetica dei denti che però spesso vengono erroneamente confusi e utilizzati come sinonimi.

Lo smacchiamento dei denti è un trattamento finalizzato a ripristinare l’originario colore dei denti, eliminando le macchie presenti sulla superficie dentale con agenti pulenti e lucidanti. Lo sbiancamento dentale invece è un trattamento che sbianca i denti, al di là del loro colore naturale, rimuovendo tutte le decolorazioni e i pigmenti presenti sulla struttura dentale usando radicali dell’ossigeno.

Bisogna poi fare un’ulteriore distinzione tra sbiancamento meccanico, che avviene per sfregamento, e sbiancamento chimico che invece prevede l’uso di sostanze decoloranti. Tra le metodologie più diffuse e innovative c’è lo sbiancamento a led, che sfrutta una luce fredda e consente di recuperare il colore naturale dei denti. Questo trattamento è particolarmente indicato per chi sottopone i denti ad un notevole stress, come chi fuma assiduamente e chi assume regolarmente caffè, vino rosso e alcolici.

Esiste poi un tipo di sbiancamento dei denti fai da te, che prevede l’adozione di contromisure fai da te che però offrono risultati inferiori e richiedono tempistiche più lunghe. Tra queste rientrano i dentifrici abrasivi, le mascherine personalizzate, le striscette sbiancanti e una serie di prodotti come bicarbonato di sodio, olio essenziale di cocco o salvia da utilizzare durante o dopo essersi lavati i denti, ma il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un professionista.

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