Kuciuk, l’arte del cacciucco in una ricetta raccontata

Mi chiamo Lorenzo Mazza e mi occupo di arte e comunicazione. Come autore scrivo racconti, poesie, ricette, canzoni. Quella che segue è una ricetta originale che ho scritto per l’evento Cucinaresapere – Ricette per la Cultura, promosso sabato 14 aprile 2012 presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani da Laboratorio 21.

Kuciuk ciuk ciuk!

Attenzione: al fine del corretto svolgimento della ricetta è essenziale indossare dall’inizio alla fine un paio di zoccoli di legno forgiati a mano.

Ingredienti: 1 secchiellata di pottini, 2 scorfane, 1 manciata di vongole di malafora, capocchioni quanto basta; sedano, carota, 1/2 porro, 1 cipolla rossa, aglio, capperi lacrima, semi di fin’occhio, 1 pomo d’oro ora maturo, concentrato di pomo d’oro per il brainstorming finale;

Per la pulizia del pesce: Pulite il pesce eliminando gli organi interni senza romperli per non pregiudicare le carni, mettendo da parte teste e lische per il fumetto. Preservate gli umori del pesce lavandolo delicatamente con Acqua di Mare PurissimaTM:

Per evitare il caratteristico retrogusto di catalizzatori Co/Mo, a base di monossido di cobalto e molibdeno, richiedete alla Capitaneria di Porto una carta marina dettagliata, con la segnalazione dei siti incidentalmente individuati da Grimaldi spa dove sono finiti i rifiuti tossici. Armate quindi un gozzetto e recatevi ad almeno 100 miglia marine di distanza dai suddetti. Riempite ivi una capiente bacinella con acqua purissima di fondale limpido. Usatela per pulire il pesce pensando che alla fine non avete fatto tanta fatica… gli aironi, i salmoni o le anguille, si fanno migliaia di chilometri ogni anno per deporre le loro uova.

Procurarsi le materie prime:

* Si prenda una bella secchiata di quei pottini succulenti che affollano le rive prospicienti alla Passeggiata. Si svestano – per quanto possibile, di quegli orpelli tipici di questa varietà di pescato, fino a ricavarne una polpa fine, ancora ispida e viscida nell’animo borghese;
* Si cerchino tra le scorfane quelle più incallite, che si applicano, che si rimpiattano sotto a macigni di cultura fino a farsene una corrazza dura, abili a districarsi nei labirintici fondali della vita e risalire in superficie a dire quanto di bello hanno visto sotto;
* Di capocchioni in giro ce n’è quanti volete, ma se chiedete di partecipare, pochi vorranno rischiare di essere cucinati in un’insolita zuppa. Meglio appostarsi nei luoghi giusti per adescare alcune gallinelle… che poi sarebbe uguale;
* Le vongole di malafora sono quelle che fanno paura, vengono dai mari lontani e possono raccontarci punti di vista particolari… volente o nolente per gli interessi pubblicitari della grande distribuzione ce le ritroviamo anche qui in questa ricetta;

Preparazione:
Preparate il fumetto con i resti del pesce, sedano, carota, un pizzico di semi di fin’occhio;

Mettete su l’album completo The Velvet Underground & Nico. Tagliate il pescato a tranci medio-grandi cominciando a fischiettare. Tagliate finemente porro, cipolla, capperi ed aglio e metteteli in pentola felici. Fateli appassire aggiungendo il brodo e dopo 10 minuti commuovetevi, cominciate ad aggiungere il pesce tenendo da parte le vongole. Aggiungete un po’ d’olio EVO e il brodo, lasciate rosolare per pochi minuti senza far aumentare troppo la temperatura.
A questo punto accordate i suoni della vostra cucina e della pentola con i pezzi di The Velvet Underground & Nico. Cominciate ad ascoltare i rumori provenienti dalla vostra pentola insieme alle canzoni, per acquisire il ritmo nella ricetta. Non esitate ad odorare intorno e ballare. Pelate il pomo d’oro ora maturo accendendo incensi e cantando a squarciagola. Per completare il rito, tagliate la polpa finemente e aggiungetelo al pesce coprendolo con il brodo di cottura, impreziosendo con il concentrato di pomo d’oro per il brainstoming finale.
Lasciate cuocere le idee per una ventina di minuti circa a fuoco basso, senza mescolare troppo, nuotando ormai nel brodo impavidi, lasciandovi trasportare dalle correnti. Negli ultimi minuti di cottura aggiungete altri semi di fin’occhio (-; per strizzare l’occhio al turismo gay) e una manciata di sale in zucca delle Alpi Apuane.

In una padella a parte fate aprire appena le vongole con un goccio d’olio di topa e di vino bianco. Sgusciatele una ad una con l’aiuto della Santa Pazienza. Tagliate a rondelle fini dell’ottimo sedano fresco e duro e disponetene un po’ insieme alle vongole e al pane agliato sul fondo delle scodelle. Qui andrete a versare il brodo, dopo averlo opportunamente filtrato dalla parte solida, che mangerete più avanti.

Lorenzo Mazza

Lorenzo Mazza

Mi chiamo Lorenzo Mazza, sono contadino e narratore. Lavoro nel campo dell'arte e della comunicazione.

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